La tana del Bianconiglio

La mia foto
Palermo e Spinea , Sicilia e Venezie , Italy
Realizzo illustrazioni con matite acquerellabili e/o acquerelli.I protagonisti principali dei miei lavori sono creature grottesche, mostruose, deformi, freaks. Rappresento lo zero,ossia il caos dal quale tutto ha inizio e nel quale tutto ritorna. Sono in grado di assumere qualsiasi identità,e al tempo stesso non ne ho nessuna: sono il principio e la fine. Io sono quanto esiste prima e dopo il concepimento,sono il movimento che si protrae all'infinito. Sono il simbolo dell'anticonformismo,rappresento le situazioni imprevedibili.Posso portare occasione negative o positive:posso essere l'ispirazione geniale o il colpo di testa che fa precipitare nel baratro. Posso trovarmi nella parte iniziale dove tutto è possibile nel bene o nel male. Posso trovarmi alla fine di un percorso e tutto ciò che mi precede può mutare.

martedì 14 febbraio 2012

Senza peso

L'11 Febbraio 2012 alle ore 18:oo a Cremona è successo qualcosa...
...suspance...

L'inaugurazione della mostra fotografica "Senza peso"di Federico Fronterrè.
Si tratta di ritratti "live" a Muse, Marlene Kuntz, Zen Circus e altre band con la partecipazione di Linfante che si esibisce per regalare a tutti le sue note e la sua voce.
Io c'ero e ne sono contenta!
Per maggiori informazioni sulla mostra Una specie di spazio .
Vi lascio qualche foto e il video live di Linfante.

Linfante Live

Federico Fronterrè e Linfante ( alle spalle le foto di Federico )

Il pubblico

Linfante (alle spalle le foto di Federico Fronterrè)

Federico Fronterrè riprende ( dietro un David sorridente)


giovedì 9 febbraio 2012

Parliamo di Cierresse

9/02/2012 ore 22:53
Oggi dedico qualche riga per un cortometraggio semplice e breve intotalo Cierresse.
Mi è capitato sotto mano per puro caso. Ciò che maggiormante trovo interessante è l'eleganza e la semplicità con cui viene trattato un argomento serio come la disalbilità.
Luca Murri (giovane regista) dice:" I supereroi, cosa sono, in fondo? Uomini diversi, condannati ad essere migliori. Proprio come le persone che hanno qualsiasi tipo di difficoltà.".
Cierresse - Centro Recupero Supereroi è un cortometraggio di Luca Murri realizzato dall'Oldstyle Group e distribuito da Zi&Pa Pictures.
Trama: Un ragazzo si reca al centro recupero supereroi .
Gli viene illustrata la situazione clinica di quelli che, una volta, erano potenti supereroi. Anche il ragazzo viene scambiato per uno di questi, ma alla fine...
Realizzato per il 48 Hour Film Projectdi Roma 2011.
Il 48 Hour Film Project è una singolare iniziativa rivolta ai cineasti emergenti, un concorso con regole inusuali. I partecipanti devono realizzare un cortometraggio nel breve spazio di un week-end.
La sera del venerdì ricevono una busta contenente i dati che saranno alla base del video, dovendovi obbligatoriamente apparire: vengono scelti un personaggio principale (nel corto in questione è Nicola o Nicoletta Pianta, cuoco/a) un oggetto di scena (nel corto un cappello da Babbo Natale)una battuta che dovrà essere pronunciata (nel corto "Questo è un treno che non va perso") e il genere (in questo caso Supereroi) a cui il corto dovrà attenersi.
I registi hanno solo quarantotto ore per terminare il film, che verrà poi proiettato in apposite rassegne.
Cierresse è stato premiato dalla giuria popolare, e si merita ogni applauso; non si tratta naturalmente di un fan-movie sui supereroi, ma di un'opera delicata che, nel suo piccolo, ha le caratteristiche del buon cinema italiano più tradizionale, cioè impegno sociale e uno sguardo surreale che riesce ad accostarci al mondo delle diversità senza retorica.

Parlo di  questo corto, trattato con sano umorismo, intelligenza e originalità ,perchè a mio parere va visto.
La trama scorre veloce e fa sorridere, ma anche e soprattuto riflettere.
Vi lascio il link su youtube dove potrete gustarvi questo delicato e originale cortometraggio Cierresse e vi lascio anche il link di uno special, un'intervista fatta a Luca Murri (regista) sempre su youtube Special   e la loro pagina Facebook
BUONA VISIONE.
Una citazione per voi,cari lettori
"Lei è un pazzo furioso. –  Questa mania di dare del pazzo a quelli che non si comprendono! Che pigrizia mentale! (Amélie Nothomb)

giovedì 12 gennaio 2012

Omaggio al colonnello astrale N.O.F.4

Oggi voglio raccontarvi la straordinaria storia di Oreste Fernando Nannetti.
Nato a Roma nel 1927, Nannetti passa dopo una difficile infanzia, gran parte della sua vita in vari ospedali pschiatrici, durante la sua permanenza all'ospedale Volterra  fu autore di un ciclo di graffiti considerato un capolavoro dell' Art Brut.
Nannetti scrisse un gran numero di lettere e cartoline a parenti immaginari , firmandosi con le sigle Nanof, Nof o Nof4 e definendosi, senza soluzione di continuità, Astronautico Ingegnere Minerario, colonnello astrale, scassinatore nucleare o Nannettaicus Meccanicus - santo della cellula fotoelettrica.
La sigla NOF venne da lui stesso risolta, di volta in volta, come "Nannetti Oreste Ferdinando" o "Nucleare Orientale Francese" o, ancora, "Nazioni Orientali Francesi", mentre il «4» costituiva il riferimento alla matricola che aveva ricevuto all'entrata della struttura.
Negli anni di degenza al Ferri, Nannetti incise una serie di graffiti sugli intonaci del complesso, utilizzando le fibbie delle cinture che facevano parte della divisa degli internati.
Uno, lungo 180 metri e alto in media due, correva intorno al padiglione dell'istituto.
L'altro, lungo 102 metri e alto in media 20 centimetri, occupava il passamano in cemento di una scala.
I due cicli erano organizzati come un sorta di racconto per immagini.

I graffiti hanno per tema visionari racconti fantascientifici spesso incoerenti o di difficile interpretazione.
Fra i testi è possibile leggere:
-"Io sono un astronautico ingegnere minerario nel sistema mentale"
-"Il vetro le lamiere i metalli il legno le ossa dell'essere umano e animale e l'occhio e lo spirito si controllano attraverso il riflessico fascio magnetico catotico"
-"Grafico metrico e mobile della mortalità ospedaliera: 10% per radiazioni magnetiche teletrasmesse, 40% per malattie varie trasmesse o provocate, 50% per odi e rancori personali provocati o trasmessi"
-"Amo il mio essere materiale come me stesso"

Nei "racconti" Nannetti afferma di poter comunicare telepaticamente con alieni (definiti alti, spinacei, naso ad Y) e narra la conquista di mondi sconosciuti e terribili guerre combattute con armi altamente tecnologiche, nel racconto si intrecciano magie alchemiche e selve di tralicci metallici e antenne.
Nannetti ( N.O.F.4) muore a Volterrail 24 Novembre 1994.
Vorrei omaggiare la straordinaria storia di questo uomo che è riuscito a "incidere"nel tempo il proprio nome.

N.O.F.4 da giovane


Graffiti

Scritto da Silvia Amodio il 26/10/2012
Fonte: http://www.coopfirenze.it/informatori/notizie/il-libro-al-muro-12772

“Nella sezione giudiziaria del reparto Ferri  il Nannetti inizia il suo capolavoro. Si firma NOF4, un acronimo del suo nome (Nannetti Oreste Fernando), dove il 4 potrebbe riferirsi ai luoghi dove è stato rinchiuso, orfanotrofio, carcere, due manicomi.
Utilizzando la fibbia in dotazione alla "divisa da matto", incide instancabilmente sul muro del suo reparto, per tutto il periodo che è ospitato, in tutte le ore d'aria che gli sono concesse, un lunghissimo graffito composto da segni, parole e disegni. Chiuso in un totale mutismo, esprime così il suo mondo interiore.
Personaggio chiave di questa storia è l'infermiere Aldo Trafeli, forse l'unico che riesce ad accedere ai suoi pensieri. Il Nannetti gli "traduce" la sua opera e, grazie a questo, a tratti si svelano frasi affatto banali: "come una farfalla libera canta tutto il mondo è mio... e tutto fa sognare. L'elemento umano si allunga e si accorcia. Grafico metrico e mobile della mortalità ospedaliera: 10% per radiazioni magnetiche teletrasmesse, 40% per malattie varie trasmesse o provocate, 50% per odi e rancori personali provocati o trasmessi".
Il Nannetti segue un metodo preciso: prima "disegna" sul muro il contorno di una pagina, poi lo riempie armato di fibbia e di pazienza. Non viene distratto da nulla neanche dai tre alienati che occupano sempre la stessa panchina e che il Nannetti "scontorna", lasciando sul muro le sagome vuote a testimonianza di queste presenze. Non riceverà mai visite di parenti o amici, nonostante negli anni scriva molte cartoline. Stuzzicato su argomenti piccanti, rispondeva che il suo unico interesse era la scienza. In effetti, il muro è pieno di riferimenti alla tecnologia, quelli più particolari sono i disegni di missili, pianeti e astronauti realizzati prima che l'uomo andasse sulla luna! 
Graffio e parola
Ora questa struttura è stata venduta e sarà presto riconvertita, Andrea Trafeli (figlio dell'infermiere Aldo) e Claudio Grandoli, tra i fondatori della Onlus Incursione Graffio e Parola stanno cercando di proteggere questa preziosa opera. Riconosciuta a livello internazionale come un esempio unico di Art Brut, quel concetto, coniato da Jean Dubuffet che indica pitture primitive, graffiti e disegni realizzati da bambini o persone con problemi psichiatrici. «La nostra preoccupazione - ci spiega Grandoli - è quella di tramandare la memoria storica del manicomio di Volterra, uno tra i più importanti in Italia, e allo stesso tempo far comprendere sul nostro territorio l'importanza di questa opera, tanto conosciuta e apprezzata all'estero quanto sottovalutata da noi».
L'intenzione ora è quella di staccare il graffito e conservarlo in un luogo ancora da definire. «Un'operazione molto delicata», sottolinea Fabrizio Bandini, direttore tecnico della sezione affreschi e pitture murali dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Bandini, per conto del prestigioso istituto ha offerto una consulenza scientifica per valutare lo stato di conservazione del graffito; come ci illustra lui stesso, «la situazione purtroppo è piuttosto grave, a causa del degrado e dell'incuria a cui nel tempo è stata abbandonata l'intera struttura».

Altro:
Nel 1984 il comitato di gestione della U.S.L. 15 autorizza la pubblicazione di un volume, N.O.F. 4 Il Libro della Vita (Ed. del Cerro - a cura di M. Trafeli, trascrizioni di A. Trafeli, foto di P. Manoni – 1985), che include documentazione fotografica e testi “tradotti” del graffito e delle cartoline e stabilisce un compenso per l’autore: due milioni, concordati come una tantum. Nannetti non apprezzò particolarmente il gesto. Ben più contento fu dell’articolo pubblicato sull’Espresso (14 settembre 1986) da Antonio Tabucchi, intitolato Caro muro ti scrivo, come riportato nel numero monografico - numero II del 1995 - di Neo Psichiatria (Edizioni del Cerro): Esistere nella follia, dedicato proprio ai lavori su carta di Nannetti.
Nel 1985, fu girato il film L’osservatorio nucleare del signor Nanof, prodotto da Studio Azzurro con la regia di Paolo Rosa. Nel 1993 la compagnia teatrale Aenigma di Urbino, diretta da Vito Minoia, realizza uno spettacolo teatrale con musiche originali dal vivo di Luciano Dani. Il 29 giugno 1996 viene organizzato il convegno Arte e malattia mentale all’Istituto di Scienze Umane di Napoli. Nel 2002 Erika e Piernello Manoni realizzano il documentario I graffiti della mente. Sempre nel 2002 viene prodotto dal Circolo Freaks di Napoli, con la regia di Giuseppe de Vita, il cortometraggio Graffiti, liberamente ispirato alla figura di Nannetti.
Nannetti Oreste Fernando è morto a Volterra il 24 novembre 1994. Il graffito del Ferri è ormai in totale disfacimento. La balaustra è stata abbattuta. I lavori cartacei bruciati in quanto effetti personali dopo la morte di Nannetti, in assenza di parenti a cui inviarli. Fortunatamente erano stati in precedenza fotocopiati.
Qui il video  

E qui altro ancora:
http://www.influx.it/pdf/hetriestocometous.pdf

Illustrazione"Omaggio al colonnello astrale N.O.F.4"
Il mio omaggio al colonnello astrale. Il bianconiglio che diventa N.O.F.4
Illustrazione di Sabina Meschisi
Matite acquerellabili su carta rosaspina.

"Omaggio a N.O.F.4"
Potete trovare informazioni e foto su youtube oppure in queste pagine
I Graffiti di NOF
Ospedale psichiatrico di Volterra
oppure su wikipedia