La tana del Bianconiglio

La mia foto
Palermo e Spinea , Sicilia e Venezie , Italy
Realizzo illustrazioni con matite acquerellabili e/o acquerelli.I protagonisti principali dei miei lavori sono creature grottesche, mostruose, deformi, freaks. Rappresento lo zero,ossia il caos dal quale tutto ha inizio e nel quale tutto ritorna. Sono in grado di assumere qualsiasi identità,e al tempo stesso non ne ho nessuna: sono il principio e la fine. Io sono quanto esiste prima e dopo il concepimento,sono il movimento che si protrae all'infinito. Sono il simbolo dell'anticonformismo,rappresento le situazioni imprevedibili.Posso portare occasione negative o positive:posso essere l'ispirazione geniale o il colpo di testa che fa precipitare nel baratro. Posso trovarmi nella parte iniziale dove tutto è possibile nel bene o nel male. Posso trovarmi alla fine di un percorso e tutto ciò che mi precede può mutare.

venerdì 28 agosto 2015

Menzel-el-Emir - Misilmeri



Nella località di Pizzo Cannita, nel 1695 e nel 1725, furono rinvenuti dei sarcofagi ed altri reperti archeologici, conservati oggi al Museo Archeologico Regionale di Palermo. Durante la dominazione romana venne aperta una via consolare che, partendo da Palermo e attraversando Misilmeri, raggiungeva Agrigento (sino al 1864 il Corso Vittorio Emanuele e il Corso IV Aprile portavano il nome di Via Consolare). L'emiro Giafar II, che governò la Sicilia dal 996 al 1018, giunto a Misilmeri, fece costruire un grande castello dove dall'alto delle torri si ammirava uno splendido panorama: dalla vallata del fiume Eleuterio sino al mar Tirreno. In seguito, alle pendici del castello si formò un villaggio; da qui il nome Misilmeri che deriva dall'arabo Menzel-el-Emir e che significa appunto villaggio dell'Emiro. Nel 1068 Misilmeri fu teatro di una battaglia tra i Normanni di Ruggero d'Altavilla e gli Arabi, con la vittoria dei Normanni. La prima chiesa cristiana fu costruita prima del 1123 ed intitolata a Santa Apollonia, come citato in una bolla di Papa Callisto II. La Misilmeri attuale venne fondata nel 1540 dal barone Francesco Del Bosco, il quale trasformò il paese in un cantiere edile; nel 1553 fece costruire la nuova parrocchia di San Giovanni Battista, la Madrice, nel 1575 aprì la strada di accesso al castello, la Strada Grande. La ricostruzione del paese proseguì con un'altra chiesa, quella di Santa Rosalia, la prima ad essere dedicata alla Santa eremita palermitana che dal 1625 al 1671 fu patrona di Misilmeri, conosciuta più comunemente come la chiesa di San Paolino. Nel 1692 con il supporto morale ed economico di Giuseppe del Bosco, principe della Cattolica, Francesco Cupani fonda a Misilmeri il più grande orto botanico d'Europa nel Giardino Grande, del quale oggi non rimane niente. Lo scopo di questo orto botanico era di coltivare erbe e piante per alleviare le sofferenze fisiche della povera gente di Misilmeri. Attirava molto l'attenzione del mondo civile di allora poiché questo tipo di istituzione umanitaria era davvero una cosa rara. Nel 1795, fondato l'Orto botanico di Palermo, più di 2000 piante di quello di Misilmeri vi furono trasferite. Nel 1896 è collocata a Misilmeri una lastra marmorea incisa in memoria di questo primato scientifico. Re Vittorio Amedeo II di Savoia volle visitare per questo motivo il paese.

Si ha notizia già dal 1529 dell'esistenza della Fontana Grande in Piazza comitato restaurata e decorata nel 1879 dallo scultore Palermitano Benedetto Civiletti. Alle spalle della Fontana Grande vennero costruiti i lavatoi pubblici nel 1893, successivamente sepolti e nel 1999 tornati alla luce dopo un lungo restauro.

La stazione ferroviaria facente parte della tratta Palermo-Corleone-San Carlo venne inaugurata nel 1882 e posta in disuso nel 1959 perché in passivo, vista la crescita di altri mezzi di trasporto. Un altro mezzo di trasporto che collegava Misilmeri con Palermo era il cosiddetto papuni dal latino vapor applicato anticamente ai bastimenti, era una diligenza o carrozzone per il trasporto dei passeggeri trainato da un cavallo, poteva trasportare sino a 14 persone ed impiegava 2 ore per coprire tutto il tratto. Il costo del biglietto era di 5 lire, andata e ritorno, ma nel 1929 fu dismesso, sia perché il treno era più veloce sia per l'avvento delle prime automobili.

Una figura scomparsa a Misilmeri è U maraùni, ossia marangone, un uomo che conduceva gli abitanti da una sponda all'altra del fiume Eleuterio durante la piena invernale. Sono scomparsi anche i funnachi, termine della lingua siciliana, alberghi d'infimo ordine, un posto dove alloggiavano i cavalli dei viandanti o per fare la muta. Attestano alcuni documenti di un antichissimo fondaco di Santa Rosalia dove la Santa si riposò una notte durante un suo viaggio. È scomparso molto altro a Misilmeri, le tradizioni familiari, arti, mestieri e tradizioni religiose, ma negli ultimi anni si è ridestato un interesse per la ricerca storica e antropologica nella speranza che la storia sia maestra di vita.
Dopo mille anni dalla sua costruzione, il Castello di Misilmeri è stato restaurato e si sta cercando di inserirlo nei circuiti turistici isolani. Si possono vedere a Misilmeri opere d'interesse storico-archeologico come il tunnel sotterraneo che collega la parrocchia di San Giovanni Battista al castello, la catacomba con le lastre marmoree incise nel periodo di dominazione berbera nella chiesa di Sant'Antonio o delle Anime Sante, i Tredici Ponti, i Lavatoi, la Chiesa Madre, il ponte di Risalàimi, il promontorio di Pizzo Cannita.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Misilmeri


Io, Dario , Dalila e Cluadia siamo andate abbiamo visitato il castello d Misilmeri. Un rudere direbbe qualcuno, un ottimo restauro direbbe un altro, io dico :"una magnifica struttura decadente che conserva fascino ed eleganza". 
(Sotto foto di Sabina Meschisi)



Castello di Misilmeri(Palermo)
Veduta e panorama con fichi d'india
Castello di Misilmeri(Palermo)

mercoledì 26 agosto 2015

SCARABOCCHI D'AUTORE


ARTISTI E MAESTRI D'ARTE
Dario Balletta | illustratore e grafico |


L’idea del corso SCARABOCCHIO D’AUTORE, che inizierà da L’Altro ArteContemporanea a Settembre, scaturisce proprio da lui.

Ecco cosa Dario Balletta racconta di sè:
Sono nato a Palermo nel 1981, vivo in periferia del capoluogo siciliano, dove ho conseguito il Diploma al Liceo scientifico S.Cannizzaro. Una delle mie esperienze più significative è la partecipazione ad un corso di Fumetto che porterà alla nascita della Scuola del Fumetto di Palermo.
Mi si è aperto un mondo: quello dell’arte e del disegno!
Ho collaborato come vignettista con il nuovo quotidiano L’Ora ed ho conseguito la Laurea in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Palermo.

Ho collaborato con una prolifica sceneggiatrice greca Sissy Pantelis, pubblicando un paio di storie in Inghilterra ed Argentina su riviste antologiche e per alcuni mesi tra il 2010/2011 la rivista di fotografia Potpourri ha pubblicato una mia storia.
Nel frattempo tenevo un corso di fumetto alle scuole medie di Misilmeri a tema “le dipendenze” nel quale i ragazzini, gli studenti, hanno realizzato un piccolo volume a fumetti dal titolo Il canto delle sirene, con le loro storie.

Il mio progetto per la tesi di laurea?
Ho presentato uno studio su Philip K. Dick accompagnato da interviste a Tim Powers, Peter Fitting, Umberto Rossi, Antonio Caronia, Vincent Bergerat e Francesca Rispoli. Nei mesi di Agosto e Settembre 2013 ha pubblicato una breve storia sulla rivista Pastiche.
(Qui la sua pagine d'artista Facebook : apri )

Amo la natura.
L’uomo dovrebbe essere perfettamente in simbiosi con flora e fauna, fonte di energia ed ispirazione. Mi piace dedicarmi alle attività all’aria aperta. Ho avuto occasione di conoscere da vicino la raccolta delle mele e la coltivazione del luppolo in Trentino. Ho svolto il Servizio Civile in un Centro Recupero Fauna Selvatica dell’Associazione L.I.P.U.

Nel corso degli ultimi anni mi dedico all’arte, all’illustrazione con passione crescente e partecipo a progetti pittorici, manifestazioni artistiche e mostre collettive.
Collaborerò con L’Altro ArteContemporanea e sto pensando di trasferirmi in città. Palermo è meravigliosa. Desidero mantenere un contatto con la mia amata terra, penso di continuare a lavorare in un orto a coltivazione biologica. Integrare le attività e lo scambio del centro con uno stile di vita più sano ed attento alle necessità della natura sarebbe una realtà ideale.

Per sapere quale sarà il programma didattico del corso di Scarabocchio D’Arte potete consultare la pagina CORSI o consultarci direttamente QUI

Fonte: https://laltroartecontemporanea.wordpress.com/portfolio/dario-balletta-illustratore-grafico/




   Sopra alcune tavole di L'Eponge di Samir Noferi realizzate da Dario Balletta( guarda le altre qui )

mercoledì 5 agosto 2015

La volpe



Questa foto l'ho scattata il 4 Agosto 2015(ieri) in un ristorante a Ficuzza(Palermo). Il ristorante si trova proprio in mezzo al bosco e mi dicono che le volpi sono soliti avvicinarsi alle persone per ricevere cibo. Entusiasta attendo le volpi ed effettivamente arrivano. Si avvicinano, sono timide e timorose ma riesco a scattare delle foto. Questa è l'unica foto di una delle volpi venuta cosi. Qualcuno ha detto che forse(chissà)sono riuscita a catturare l'immagine eterea della volpe stessa, io dico che forse è la sua anima. Non importa cosa raffiguri veramente(gli scettici direbbero a torto o ragione)che si tratta solo di una foto venuta male, intanto io la guardo e penso:"è bellissima"!

Mi pare quasi una creatura marina bioluminescente.

E qui le foto della piccola e dolce volpe.





lunedì 3 agosto 2015

La petit mort

I francesi la chiamano "La petit mort" , la piccola morte .  Una definizione che per diversi motivi è perfetta. 
La piccola morte quel momento,  quel breve momento che arriva poco dopo il tremito di ogni parte del corpo. Totale distacco dalla coscienza. Una piccola morte che può far cadere nel baratro.
E' come sollevarsi lentamentte da terra, arrivare fin sopra le stelle per poi precipitare violentemente verso la desolazione. 
Orgasmo-piacere-piccola morte-malinconia...dolore. 
Liquidi escono impetuosi e irrefrenabili. Accade tutto in un brevissimo momento, impossibile da quantificare. La piccola morte cui si arriva in solitudine può essere un esperienza incredibile, spiazzante, disarmante. Un "viaggio" di sola andata che trasporta piccoli frammenti della persona verso luoghi distanti, antichi. 
Il caos prima del buio, del nulla, del niente.
Non c'è vita, solo il vuoto.
Vuoto che ruba un pò di vita. 
Poco a poco si soccombe sotto la grandiosa, esaltante, disperata "petit mort".

mercoledì 22 luglio 2015

BLOOP


"BLOOP"
Illustrazione di Sabina Meschisi
Tecnica: acrilici, matite acquerellabili, acquerelli su schedario bianco.
In vendita
"BLOOP"
Illustration by Sabina Meschisi
Tecnique: Acrylic, watercolor pencil, watercolor on paper white.
For sale.

Bloop: un suono dagli abissi.
Durante la Guerra Fredda, gli USA avviarono un progetto di monitoraggio dei suoni oceanici tramite una rete di idrofoni, con l’intento di individuare eventuali rumori emessi dai sottomarini sovietici. Questo sistema, chiamato Sound Surveillance System o SOSUS, è attivo ancora adesso ed è gestito per scopi di ricerca dal NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), un’agenzia federale statunitense che si occupa dello studio degli ecosistemi marini e del clima.
La registrazione dei suoni provenienti dal mondo sommerso viene effettuata a livello del SOFAR (o canale sonoro profondo), uno strato d’acqua in cui i suoni risultano avere una velocità minima e in cui i fenomeni di rifrazione finiscono per “intrappolare” le onde sonore (un po’ come avviene con la luce all’interno delle fibre ottiche); posizionando i sensori all’interno del SOFAR è quindi possibile l’acquisizione di segnali a distanze anche molto elevate.
Tra i suoni registrati nel corso del tempo alcuni sembrano aver attirato l’attenzione dei ricercatori del mistero. E’ il caso, ad esempio, di “Bloop”, un segnale rilevato nel 1997 dagli idrofoni del SOSUS e localizzato al largo delle coste antartiche. Secondo la descrizione riportata dal NOAA stesso, il suono aumenta rapidamente in frequenza per circa un minuto, ed è stato di ampiezza sufficiente per essere udito su diversi sensori, a una distanza di quasi 5000 km.Il problema con “Bloop” era questo: pur avendo alcune caratteristiche simili ai versi di alcuni animali, si trattava di un rumore troppo forte per esserlo. Così ha riassunto la questione il giornalista David Wolman, citando alcune dichiarazioni di Christopher Fox, ricercatore del NOAA: "L’impressione di Fox è che il suono soprannominato Bloop sia probabilmente frutto di qualche animale, perché la sua firma è una rapida variazione in frequenza, simile a quella di altri suoni noti per provenire da animali marini. C’è una differenza cruciale, comunque: nel 1997 Bloop è stato rilevato da sensori a una distanza di oltre 4800 km. Questo significa che deve essere molto più forte di qualsiasi richiamo di balena, o di ogni altro verso di animale se è per questo. C’è forse la remota possibilità che qualche creatura più grande di qualsiasi balena stia appostata nelle profondità dell’oceano?"
Dal 1997, Bloop ha scatenato la fantasia di ufologi, amanti del mistero, e anche di scrittori di fantascienza come Steve Alten e Frank Schätzing. E’ stato associato agli USO (ipotetici “UFO” sottomarini) e alle astronavi aliene, nonché all’ipotesi di gigantesche creature sottomarine. C’è stato addirittura chi ha voluto identificare Bloop con il “richiamo di Cthulhu”, frutto della fantasia dello scrittore H.P.Lovecraft. Ora il NOAA ha deciso di rendere pubblica la sua soluzione al mistero: si è trattato con tutta probabilità di un criosisma, una specie di terremoto originato dalla fratturazione di un grosso iceberg. L’ente statunitense ha aggiornato sul suo sito la pagina relativa a Bloop, dando così ufficialità a un’ipotesi che era già stata avanzata da tempo. I ricercatori hanno avuto modo di registrare i rumori prodotti da altri criosismi nel mar di Scotia, e confrontando i tracciati con quello di Bloop sono arrivati a una sostanziale identificazione. Altri tre meno famosi “segnali sommersi non identificati” (Julia, Slow Down e Train) sono stati catalagati come frutto dello sfregamento tra un iceberg e il fondale marino.
Ma è davvero così?

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venerdì 23 maggio 2014

Nido di qua e nido di la :)

Esempi di straordinaria architettura, i nidi degli uccelli sono costruiti durante il periodo riproduttivo per consentire la cova delle uova al riparo sia dalle avversità climatiche sia dai predatori. Di fatti i nidi vengono costruiti generalmente in primavera ed in estate prediligendo siti ben nascosti e difficilmente raggiungibili, anche se la scelta dell’ubicazione, delle forme e dei materiali utilizzati per la costruzione varieranno a seconda della specie. Alcuni uccelli sono soliti costruire i loro nidi negli anfratti, nelle cavità degli alberi (Storno, Picchio) o in buchi scavati nelle pareti sabbiose (Martin pescatore); altri invece prediligono fare i nidi a terra, fra le erbe (Pavoncella, Allodola), oppure fissarli a rami di alberi o a cespugli a svariate altezze (Merlo, Pendolino).
Anche le forme possono essere delle più varie: possono essere nidi aperti, detti “a cestello” o chiusi, i cosiddetti nidi “a sacco”. La materia prima con cui questi nidi sono costruiti deve necessariamente essere di facile reperibilità nell'ambiente; vengono pertanto utilizzati paglia, erbe, piccoli rami, ma anche muschio, fango, piume e talvolta anche materiali provenienti direttamente dalla nostra "società dei consumi" come pezzetti di carta, plastica, tessuto. I nidi degli uccelli sono costruzioni finalizzate esclusivamente a dare rifugio ai piccoli, infatti eccetto poche eccezioni gli adulti non li utilizzano al di fuori del periodo riproduttivo né per dormire né per ripararsi dal freddo.
Fonte: http://www.ecologicacup.unisalento.it/casa_uccelli.aspx

Sotto le foto che ho scattato stamattina 23 Maggio 2014 
Due nidi sono posizionati sui rami di alti cespugli. Io li trovo bellissimi e confermo che gli uccelli sono i migliori architetti esistenti in natura.



lunedì 23 dicembre 2013

Chewing-gum


Chewing-gum
Chewing-gum è un cortometraggio di Adriano Giotti - in Concorso - Giffoni Film Festival 2013
(realizzato da Kahuna Film/Room Zero e distribuito da Zi&Pa Pictures.


Trama: Una prostituta abbandonata da tutti, un bambino scomparso che l'intera città sta cercando. La storia di un incontro, la possibilità di cambiare.

Questo cortometraggio affronta un tema importa e delicato(non rivelo qui di cosa si tratta).
La regia e gli attori sono convincenti e bene interpretano i propri ruoli. Quello che maggiormente mi ha colpito sono le piccole cose, quei dettagli in cui spesso ci imbattiamo ma ai quali sovente non diamo attenzione: il bambino che regala un origami alla ragazza(la protagonista)"l'ho fatto per te"dice il bambino con gli occhi grandi; il bambino che con spontaneità regala un abbraccio mentre sono in spiaggia a guardare il mare.
L' importante incontro(?), quello tra la protagonista e il bambino è ciò che cambierà radicalmente le scelte fatte(o imposte)della giovane ragazza.
Consiglio di vedere questo cortometraggio che cattura l 'attenzione dello spettatore; una storia che regala un misto di emozioni durante la visione del film ma che offre alla fine un inevitabile sorriso e ci invita alla riflessione.
Qui trovate il video: Chewing-gum
Qui la pagina ufficiale Facebook : Chewing-gum

domenica 2 giugno 2013

La vita(dolorosa e passionale)di Camille Claudel

Camille Claudel nata l'8 dicembre del 1864: artista francese, scultrice. 
Camille Claudel è nata nel nord della Francia, la seconda figlia di una famiglia di contadini. 
Camille e la sua famiglia dopo diversi trasferimenti arrivano a Montparnasse zona di Parigi nel 1881.
Già dodicenne dimostra forte interesse per la scultura ed inizia con la tecnica del modellato e i suoi lavori son di tal livello che suo padre lascia che si rechi a Parigi presso l’Académie Colarossi, dove sarà allieva del maestro Alfred Boucher.

Nel 1882, Claudel affitta un officina con altre giovani donne, per lo più inglesi, tra cui Jessie Lipscomb. 
Prima di trasferirsi a Firenze(dopo esser stato insegnante per più di tre anni a Claudel), Boucher ha chiede a Auguste Rodin di prendere in consegna l'istruzione dei suoi allievi; è così che Rodin e Claudel si incontrano e inizia il loro rapporto tumultuoso e passionale.
Intorno al 1884, Claudel inizia a lavorare nella bottega di Rodin. 
Claudel diventa una fonte di ispirazione,  modello,  confidente e amante di Rodin. 

Auguste Rodin , Ritratto di Camille Caludel con bonnet, 1886
Fra Rodin e la Claudel nasce un legame che travalicava il rapporto amoroso per sconfinare nel comune lavoro con reciproche influenze ma è bene sottotileneare che i due non convissero mai dato che Rodin aveva già un precedente legame con Rose Beuret suggellato dalla nascita di un figlio di appena un paio d'anni più giovane della Claudel. 
Rose Beuret era "abituata" alle frequenti avventure di Rodin e quest'ultimo non aveva nessuna intenzione di lasciarla per un rapporto stabile con Camille. 
Da ciò è facile dedurre che il rapporto fra Rodin e la Claudel fu complesso e assai tormentato.
Rodin "narra" l'evolversi del suo amore verso la Claudel in numerosi disegni che sono allocati presso il Musée Rodin a Parigi: tali disegni hanno un rilevante contenuto erotico, così come alcuni lavori della stessa Camille che si rifanno a un Kāma Sūtra che fu rivisto e rielaborato da Kalidasa in un periodo ritenuto a cavallo del IV e il V secolo a.C.
Camille Claudel sintetizza tutto questo insieme di sentimenti nel bronzo "La Valse" deel 1891, ovvero un valzer in cui la passione amorosa traspare senza indugio alcuno e che Camille eseguì dopo una fugace avventura con Claude Debussy. Scopo di tale breve rapporto amoroso con Claude Debussy fu di ingelosire Rodin in modo che lasciasse Rose Beuret, cosa che Rodin non fece e l'anno dopo, nel 1892, Rodin chiuse in modo definitivo il rapporto con Camille.

Camille Cladel , La valse 
Camille Cladel , La valse 
Una delle opere più belle e significative del lavoro di Camille è L'Âge Mûr 
Camille che nel gruppo scultoreo è simboleggiata dalla figura che tenta di trattenere il "vecchio" amante che ormai si sta rivolgendo verso la sua futura sposa dimostrando comunque un che di esitante.

Camille Claudel L'Âge Mûr
Camille Claudel L'Âge Mûr

La conoscenza della vicenda agita la sua famiglia, soprattutto la madre, che non ha mai accettato la vita artistica di Camille. 
A partire dal 1903, espone le sue opere al Salon des Artistes Français e al Salon d'Automne .

Dopo il 1905 Claudel sembra avere dei disturbi mentali. 
Distrugge molte delle sue statue, sparisce per lunghi periodi di tempo, sembrano evidenti  i segni di paranoia e schizofrenia .
Accusa Rodin di aver rubato le sue idee e di condurre un complotto per ucciderla. Dopo il matrimonio di suo fratello(che l'aveva sostenuto fino ad allora)nel 1906 e il suo ritorno in Cina, vive appartata nella sua officina.
Suo padre, che approvava la sua arte, aiutò Camille e la sostenne finanziariamente. Quando il 2 marzo 1913 morì Claudel non è fu informata.. 
Il 10 marzo 1913 su iniziativa di suo fratello e soprattutto della madre , Camille venne ricoverata in un ospedale psichiatrico di Ville-Évrard in Neuilly-sur-Marne . 
Ci sono documenti che dimostrano che la donna era lucida mentre lavorava. 
I medici cercano di convincere la famiglia che non ha bisogno di restare all' istituto, ma la famiglia decide di lasciarla li.
Più volte i medici comunicheranno alla famiglia di permettere a Camilla di lasciare l'ospedale, ma invano anzi la madre le proibì di ricevere la posta da chiunque tranne dal fratello.
Paul Claudel, il fratello visita la sorella in ospedale poche volte. 

Camille Claudel  vive 30 anni nel manicomio di Montfave dove muore  il 19 ottobre 1943, senza mai ricevere una sola visita da parte della  madre o della sorella. 
Il suo corpo viene sepolto nel cimitero di Monfavet. 
Nessuno della famiglia  partecipato alla cerimonia (solo alcuni membri del personale ospedaliero). 
Più tardi i suoi resti vengono sepolti in una fossa comune.

Foto di Camille e opere : 

Camille Claudel

Camille Claudel 





sabato 1 giugno 2013

La "follia"dell'artista Richard Dadd

Richard Dadd pittore britannico nasce giorno 1 agosto del 1817.
Dadd nasce a Chatham, Medway nella regione del Kent in Inghilterra, figlio di un farmacista. 
Il suo talento per il disegno si evidenziò fin dalla giovane età, e fu quindi ammesso alla Royal Academy of Arts di Londra a vent'anni. Assieme a William Powell Frith, Augustus Egg, Henry O'Neil ed altri, fondò il gruppo The Clique di cui era considerato la personalità trainante.
Cominciò presto ad esporre le sue creazioni
Nel luglio del 1842, Sir Thomas Phillips, avvocato e ex-sindaco di Newport, scelse Dadd come disegnatore per accompagnarlo in una spedizione attraverso l'Europa in Grecia, Turchia e Palestina con destinazione finale l'Egitto. Nel novembre di quell'anno trascorsero due estenuanti settimane in Palestina, passando da Gerusalemme fino in Giordania attraverso il deserto di Engadi. Verso la fine di dicembre, durante il percorso in barca alla risalita del Nilo, Dadd patì un tragico cambiamento di personalità e cadde in stato di allucinazione pensando di essere sotto l'influenza del dio egizio Osiride al quale aveva in precedenza eretto come santuario la sua camera d'affitto a Londra, mostrandosi sempre più irascibile e violento. 

Al suo ritorno nella primavera del 1843, gli fu diagnosticata l'infermità di mente e la famiglia lo condusse nel villaggio di Cobham nel Kent per ristabilirsi. 
Nell'agosto dello stesso anno, durante una pacifica passeggiata in campagna, Dadd assassinò il padre Robert con un coltello nella convinzione che fosse un principe delle tenebre sotto travestimento e nemico della sua divinità, Osiride. Scappò quindi in Francia e, sulla via per Parigi, cercò di uccidere un altro viaggiatore con un rasoio, ma fu sopraffatto e arrestato dalla polizia. 
Dadd confessò l'omicidio del padre e, rimpatriato, fu consegnato all'ospedale psichiatrico criminale di Bethlem, popolarmente noto come Bedlam ("manicomio").
Dadd argomentava che il compito di difendere Osiride gli era stato suggerito dalla Sfinge che gli aveva sussurrato alcune sillabe misteriose. Di cosa soffrisse esattamente non si seppe, ma fu generalmente considerata una forma di schizofrenia o, in alternativa, si è supposto che fosse il disturbo che oggi chiamiamo bipolare o psicosi maniaco-depressiva. 
Due dei suoi fratelli si ammalarono in modo simile e una sorella viveva accanto a un inserviente personale.
Dopo aver trascorso vent'anni a Bethlem, nel luglio del 1864, Dadd fu trasferito, forse per motivi di sovraffollamento, al manicomio di Broadmoor situato fuori Londra. 
Qui rimase, sempre dipingendo e ricevendo poche visite.
Richard Dadd muore il 7 gennaio 1886 di malattia polmonare.

In manicomio gli fu permesso di continuare a dipingere e qui creò molti dei suoi capolavori, compreso il quadro più famoso: Il colpo da maestro dello spiritello o Il colpo da maestro del taglialegna fatato (The Fairy Feller Master-Stroke) dipinto ad olio su una tela di 54cm x 39,5cm a cui lavorò per nove anni tra il 1855 e il 1864 e oggi esposto alla Tate Gallery. 

Particolare Master-Stroke di The Fairy Feller (c.1855-1864)
Particolare Master-Stroke di The Fairy Feller (c.1855-1864)
Del periodo degli anni '50 sono anche i trentatré acquerelli intitolati Schizzi per l'illustrazione delle passioni (Sketches to Illustrate the Passions) che comprendono Angoscia o dolore (Grief or Sorrow), Amore (Love) e Gelosia (Jealousy) ma anche Pazzia delirante di tormento (Agony-Raving Madness) e Omicidio (Murder). Come molti dei suoi quadri, sono eseguiti in miniatura e i personaggi che raffigurano hanno, come caratteristica, gli occhi sgranati e insolitamente fissi. Fatine, folletti, gnomi, elfi, il mondo di Dadd è fatto di piccole creature, inserendosi di diritto nella corrente denominata Pittura di fate all'interno della storia della pittura vittoriana.

Come unto These Yellow Sands. Olio su tela 
Sketch to Illustrate the Passions: Agony -- Raving Madness (1854)
Crazy Jane -- detail (1885)
Nel suo ricovero dipinse anche paesaggi e marine, come gli acquerelli Il porto di Stragglin del 1861 dall'atmosfera eterea e impalpabile e La sosta dell'artista nel deserto, quest'ultimo riferito al viaggio in Medio Oriente con un autoritratto sulla destra, ritrovato nel 1987.
Il ricorso alla miniatura nel dettaglio maschera la vera fonte d'ispirazione: Dadd non dipingeva dal vero ma basandosi esclusivamente sulla memoria e sull'immaginazione o, occasionalmente, sui quaderni di viaggio.



venerdì 31 maggio 2013

Augustin Lesage


Augustin Lesage è nato a Saint-Pierre-les-Auchel il 9 agosto 1876 .

All'età di 7 anni perde la sorella minore Marie, più giovane di quattro anni.
Inizia a lavorare in miniera a 14 anni . Di li a poco ,muore di cancro la madre .
All'età di 18 anni incontra quella che sarà la futura moglie e con la quale ha una figlia nel 1895 . 
All'età di 20 anni, viene arruolato nei reggimenti di Dunkerque e Lille, e torna nel 1900 per riprendere "la vita di lavoratore in miniera."
Una sera nel 1911 , all'età 35 anni, sente nel fondo della miniera una voce che dice:"presto tu sarai pittore".
Sotto l'influenza di quello che ritiene essere lo spirito di sua sorella Marie(morta all'età di tre anni)inizia i suoi primi disegni automatici. Riceve anche messaggi attraverso la scrittura automatica:
"Le voci che hai sentito erano vere. Un giorno sarai un pittore. "
Poi, dopo qualche tempo, lo spirito gli dice:
"Non temere, un giorno sarai un pittore e le tue pitture saranno oggetto di scienza. Non cercare di capire". Lesage allora compra l'attrezzatura(suggerita attraverso la scrittura automatica)e va a lavorare. 
Poi arriva il messaggio:"Ora puoi lavorare sulla tela."

Chiede ad un amico di procurargli una piccola tela, ma ne riceve una di tre metri.
Vorrebbe tagliarla ma riceve un messaggio dal suo spirito:"Non tagliare la tela.. Segui le istruzioni, la riempiremo alla perfezione. Mettiti della vernice(cioè dipingi)".
Inizia una tela monumentale(che può ancora oggi essere vista  alla Collection de l'Art Brut )e comincia  partendo dall'angolo in alto a destra; la tela sarà terminata nel giro di due anni.
"Ogni notte ho lavorato fuori dalla miniera. Ero stanco, ma la stanchezza andava via non appena iniziavo a dipingere".
A partire dal Luglio 1913 , Augustin Lesage interrompe il suo lavoro presso la miniera per perseguire l'attività di guaritore. Decine di pazienti affermano di essere stati guarito da lui, e riesce inoltre ad ottenere una assoluzione dinanzi al giudice, nel gennaio 1914 , per  pratica illegale della medicina .
Viene chiamato in guerra fra il 1914 e 1916. . Al suo ritorno, riprende a dipingere e non abbandonerà più l'arte fino alla sua morte.
Nel 1921 , riceve la visita di John Meyer, direttore della rivista spiritualista . 
Ben presto diviene il suo protettore, che consente ad Augustin Lesage finalmente di lasciare la miniera nel 1923 per dedicarsi interamente alla pittura.
Nel 1925 espone due dipinti presso la Casa di spiritisti a Parigi. Successivamente tiene la sua prima mostra pubblica al Congresso Spiritista Internazionale, dove incontra Leon Denis e Sir Arthur Conan Doyle . Questo è l'inizio di una serie di mostre, tra cui: Salon des Beaux-Arts , Salon d'Automne a Parigi , e anche al Salon degli artisti francesi .
Nel 1927 viene invitato dal Dr. Osty all' intituto psichico internazionale , un club privato fondato nel 1920 su iniziativa di scienziati che intendono studiare in maniera razionale i fenomeni paranormali. Qui si esibisce di fronte a un vasto pubblico, dipinge una tela di 2 metri x 1.50 m e, una volta terminata ne inizia una seconda di dimensioni più modeste. 
Le intervista che gli vengono fatte venegono pubblicate nel 1928 sul giornale psichico.
Alla fine del 1938, Augustin Lesage dipinge una tela chiamata "Harvest egiziano" , dove ci sono diverse figure e scene dell'antico Egitto. Nel 1922(qualche anno prima dunque)Lesage sente la voce; un avvertimento da parte degli  spiriti: "Quando dipingerai la mietitura del grano in Egitto, il percorso verso il Nilo sarà molto vicino. "
E in effetti, nel 1939 a Febbraio, Lesage e i suoi amici vanno ad Alessandria. 
Sulla barca, Lesage, dice: "Le mie guide mi hanno detto che troverò un affresco egizio raffigurante scene di vendemmia."
Il soggiorno inizia con il Cairo , ma è nella Valle delle Regine vicino a Luxor , che accade qualcosa. 
Lesage e compagni sono invitati a visitare la tomba di un egiziano chiamato Menna, lo stupore del gruppo è grande quando vedono su una parete la stessa scena di vendemmia che aveva dipinto Lesage un paio di mesi prima. Lesage si convince di essere stato Menna in una vita precedente.
Le sue parole:"ho visto questo paese che ho tanto amato, dove ho vissuto e lavorato."

Alcuni parlano dell'episodio come una prova inconfutabile della medianità di Lesage. 
Essa si basa in gran parte sulla affermazione che Lesage non aveva visto l'affresco egiziano prima della partenza. Ma questo non è basato infatti questo dipinto è citato in un libro del 1905 , e riprodotto in diverse pubblicazioni prima del 1930 quindi alcuni sostengono che lui avesse visto l'immagine.
Lesage muore il 21 febbraio 1954 , ha lasciato quasi 800 opere suddivise in collezioni private e pubbliche.


Augustin Lesage ,Lo spirito della piramide , 1926

Augustin Lesage , Lo spirito della Piramide , 1926(particolare)


Augustin Lesage ,Lo spirito della piramide, 1926(particolare)
Augustin Lesage. Una composizione simbolica del Mondo Spirituale.1923
Augustin Lesage(titolo non noto)
Augustin Lesage. I misteri dell'antico Egitto.