Nella
località di Pizzo Cannita, nel 1695 e nel 1725, furono rinvenuti dei sarcofagi
ed altri reperti archeologici, conservati oggi al Museo Archeologico Regionale
di Palermo. Durante la dominazione romana venne aperta una via consolare che,
partendo da Palermo e attraversando Misilmeri, raggiungeva Agrigento (sino al
1864 il Corso Vittorio Emanuele e il Corso IV Aprile portavano il nome di Via
Consolare). L'emiro Giafar II, che governò la Sicilia dal 996 al 1018, giunto a
Misilmeri, fece costruire un grande castello dove dall'alto delle torri si
ammirava uno splendido panorama: dalla vallata del fiume Eleuterio sino al mar
Tirreno. In seguito, alle pendici del castello si formò un villaggio; da qui il
nome Misilmeri che deriva dall'arabo Menzel-el-Emir e che significa appunto
villaggio dell'Emiro. Nel 1068 Misilmeri fu teatro di una battaglia tra i
Normanni di Ruggero d'Altavilla e gli Arabi, con la vittoria dei Normanni. La
prima chiesa cristiana fu costruita prima del 1123 ed intitolata a Santa
Apollonia, come citato in una bolla di Papa Callisto II. La Misilmeri attuale
venne fondata nel 1540 dal barone Francesco Del Bosco, il quale trasformò il
paese in un cantiere edile; nel 1553 fece costruire la nuova parrocchia di San
Giovanni Battista, la Madrice, nel 1575 aprì la strada di accesso al castello,
la Strada Grande. La ricostruzione del paese proseguì con un'altra chiesa,
quella di Santa Rosalia, la prima ad essere dedicata alla Santa eremita
palermitana che dal 1625 al 1671 fu patrona di Misilmeri, conosciuta più
comunemente come la chiesa di San Paolino. Nel 1692 con il supporto morale ed
economico di Giuseppe del Bosco, principe della Cattolica, Francesco Cupani
fonda a Misilmeri il più grande orto botanico d'Europa nel Giardino Grande,
del quale oggi non rimane niente. Lo scopo di questo orto botanico era di
coltivare erbe e piante per alleviare le sofferenze fisiche della povera gente
di Misilmeri. Attirava molto l'attenzione del mondo civile di allora poiché
questo tipo di istituzione umanitaria era davvero una cosa rara. Nel 1795,
fondato l'Orto botanico di Palermo, più di 2000 piante di quello di Misilmeri
vi furono trasferite. Nel 1896 è collocata a Misilmeri una lastra marmorea
incisa in memoria di questo primato scientifico. Re Vittorio Amedeo II di
Savoia volle visitare per questo motivo il paese.
Si ha
notizia già dal 1529 dell'esistenza della Fontana Grande in Piazza
comitato restaurata e decorata nel 1879 dallo scultore Palermitano Benedetto
Civiletti. Alle spalle della Fontana Grande vennero costruiti i lavatoi
pubblici nel 1893, successivamente sepolti e nel 1999 tornati alla luce dopo un
lungo restauro.
La stazione
ferroviaria facente parte della tratta Palermo-Corleone-San Carlo venne
inaugurata nel 1882 e posta in disuso nel 1959 perché in passivo, vista la
crescita di altri mezzi di trasporto. Un altro mezzo di trasporto che collegava
Misilmeri con Palermo era il cosiddetto papuni dal latino vapor applicato
anticamente ai bastimenti, era una diligenza o carrozzone per il trasporto dei
passeggeri trainato da un cavallo, poteva trasportare sino a 14 persone ed
impiegava 2 ore per coprire tutto il tratto. Il costo del biglietto era di 5
lire, andata e ritorno, ma nel 1929 fu dismesso, sia perché il treno era più
veloce sia per l'avvento delle prime automobili.
Una figura
scomparsa a Misilmeri è U maraùni, ossia marangone, un uomo che conduceva gli
abitanti da una sponda all'altra del fiume Eleuterio durante la piena
invernale. Sono scomparsi anche i funnachi, termine della lingua siciliana,
alberghi d'infimo ordine, un posto dove alloggiavano i cavalli dei viandanti o
per fare la muta. Attestano alcuni documenti di un antichissimo fondaco di
Santa Rosalia dove la Santa si riposò una notte durante un suo viaggio. È
scomparso molto altro a Misilmeri, le tradizioni familiari, arti, mestieri e
tradizioni religiose, ma negli ultimi anni si è ridestato un interesse per la
ricerca storica e antropologica nella speranza che la storia sia maestra di
vita.
Dopo mille
anni dalla sua costruzione, il Castello di Misilmeri è stato restaurato e si
sta cercando di inserirlo nei circuiti turistici isolani. Si possono vedere a
Misilmeri opere d'interesse storico-archeologico come il tunnel sotterraneo che
collega la parrocchia di San Giovanni Battista al castello, la catacomba con le
lastre marmoree incise nel periodo di dominazione berbera nella chiesa di Sant'Antonio
o delle Anime Sante, i Tredici Ponti, i Lavatoi, la Chiesa Madre, il ponte di
Risalàimi, il promontorio di Pizzo Cannita.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Misilmeri
Io,
Dario , Dalila e Cluadia siamo andate abbiamo visitato il castello d Misilmeri. Un rudere
direbbe qualcuno, un ottimo restauro direbbe un altro, io dico :"una
magnifica struttura decadente che conserva fascino ed eleganza".
(Sotto foto di Sabina Meschisi)
Castello di Misilmeri(Palermo) |
Veduta e panorama con fichi d'india |
Castello di Misilmeri(Palermo) |
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